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Parto in casa: non solo Kate Middleton

Mamma Globe-trotter rubrica a cura di: Mariateresa Calabrese, Emmeti

Parto in casa: Kate Middleton ispira le donne inglesi

 

Care Fuori di Mamma,

Parto in casaavete mai pensato al parto in casa?
Voglio cominciare questo “giro del mondo in ottanta mamme” partendo dall’Inghilterra e nello specifico dalla questione parto in casa, suscitata dalla super mamma Kate Middleton.

Molte future mamme inglesi, venute a conoscenza della cosa, stanno proprio pensando o programmando il parto in casa alla Kate.

L’Inghilterra è una delle nazioni che preferisco in assoluto.

Colpa di tutta quella letteratura che mi ha forgiata e deviata durante l’università e delle mie incursioni londinesi, e il tema del parto in casa è già da qualche tempo un’opzione concreta per le future mamme inglesi.

Sapete qual è la soap opera che da sempre appassiona i britannici?
Mi spiace deludervi, non è Down Town Abbey, anche se io l’ho adorata. Gli inglesi sono totalmente, perdutamente, addicted alle vicende della Royal Family.
Ne sono ossessionati sin dai tempi di Lady D, e adesso Kate  e le sue vicende non sono da meno.

KATE INFLUENCER NON PER CASO

Se vi capiterà di fare un viaggetto in qualunque parte della Gran Bretagna vi renderete conto che le loro immagini sono ovunque, l’immagine di Kate capeggia indiscussa sulle copertine dei giornali, sulle tazze, i portachiavi;
dite l’oggetto più kitsch che vi viene in mente e sicuramente vi trovereste sopra la faccia di uno dei reali.

Naturalmente come in tutte le telenovelas che si rispettino, i personaggi più attempati sono stati rimpiazzati dalle nuove generazioni e devo dire che non avrebbero potuto trovare una sostituta più degna di Diana Spencer neanche se l’avessero potuta disegnare.

Kate Middleton è la moglie perfetta, la mamma perfetta,
è la più grande e positiva influencer d’Inghilterra;
un vero e proprio modello per la maggior parte delle donne inglesi che si vestono come lei, mangiano come lei, e, perdonatemi il termine “mammeggiano come lei”.

E se quindi Kate è propensa al parto in casa (e che casa),
parto in casa per tutte.

A newborn baby

Da quando Kate è diventata mamma, le genitrici inglesi si affidano a lei anche per il modo di educare i figli e in generale per tutte le scelte più importanti che riguardano la maternità, e quindi anche sulla modalità del parto, parto in casa o meno, dev’essere come il suo!

Kate infatti, adesso è in attesa del terzo figlio, di cui non sapranno il sesso fino alla nascita,
ma girano rumors che se per la nascita dei primi due aveva deciso di rompere la tradizione del parto in casa a favore di un parto presso il Saint Mary hospital , questa volta fará nascere il suo bebè, come da costume reale, sul comodo baldacchino di Buckingham.

Questa la notizia che ha davvero sconvolto i piani di molte partorienti.

Si stima che se Kate optasse per questa soluzione, in Inghilterra potrebbe esserci un aumento del home birth, il parto in casa, del 30%.

IN ITALIA

In Italia neanche Maria De Filippi è in grado di smuovere le masse in questa maniera.
Ad ogni modo mi sono chiesta cosa ne pensino le mamme italianese anche nel nostro bel Paese c’è o ci sarà un ritorno di questo fenomeno che ai tempi dei nostri nonni era la prassi e ora è visto come una scelta singolare e per alcuni un po’ rischiosa.

Evidentemente  le mamme settentrionali sono più aperte ad esplorare questa possibilità che secondo me va assolutamente valutata in base alla persona e a come proceda una determinata gravidanza.
A questo proposito, se siete interessate o solo per approfondire guardate qui!
O anche qui!

LA VISIONE DI EMMETI

Io, per esempio, ho avuto un po’ di complicazioni durante la gestazione e non l’ho proprio preso in considerazione.
Devo dire,inoltre, che sono una mamma molto apprensiva come spiegavo qui e che anche da partoriente non ero da meno.
Figuratevi che ero già preoccupata per non aver scelto un ospedale che avesse la tin!

Posso capire tuttavia quel tipo di scelta.
Ho molte amiche che hanno vissuto il parto in ospedale come un’esperienza traumatica, ed è proprio in base ai loro racconti che la mia scelta è ricaduta su un ospedale meno “medicalizzato” e più attento alle esigenze delle neo mamme come la possibilità di avere un parente in camera tutta la notte e il bimbo vicino H24.

Nonostante ciò mi sono chiesta come avrei affrontato io un parto in casa e naturalmente che ho fatto come prima cosa?
Ho cercato su Google consigli nel web e non lo so…alcuni sembravano avvertimenti prima di andare in guerra, altri consigli per un giorno in SpA o una seduta di yoga…
Cuscini comodi, musica rilassante, incenso.

E allora mi sono immaginata a gambe all’aria, con le pantofole di pelo, la musica dei Radiodervish sullo sfondo, l’aroma di vaniglia, tutto perfetto…e poi io che lancio una ciabatta a mio marito gridandogli di spegnere quella cavolo di musica e di aprire la finestra che con quella puzza non si respira.

E all’improvviso solo le parole della midwife,dell’ostetrica, della doula, della vicina del terzo piano che urlano

“spingi, spingi”

E alla fine credo che non importi tanto dove tu sia nel momento in cui il tuo bambino esce da te per venire al mondo, potresti essere sulla luna, tra le corsie di un supermercato, su un materasso di spilli, e non ti importerebbe niente,  solo di poterlo abbracciare nel suo primo secondo di vita.

Con affetto mamma globe-trotter!
Se vuoi conoscermi meglio leggi anche qui

 

2 comments

  1. Anche io ho avuto una gravidanza con qualche complicazione, motivo per cui ho dovuto cambiare ospedale perché quello che avevo scelto inizialmente non aveva la TIN che per mia figlia è stata necessaria, quindi non avevo neanche preso in considerazione l’opzione di partorire in casa. Se dovessi avere un altro bimbo…non lo so, sicuramente mi informerei bene per valutare!!!

  2. Beh che dirvi mamme !Io ho partorito il mio terzo figlio in Germania …potete immaginare l’avventura che ho vissuto allora non conoscendo ancora la lingua Tedesca!Tutto x me era un rebus …ricoverata in ospedale la mattina alle 7:00 x inizio doglie e finire nel corridoio del reparto aggrappata a maniglione e fare lunghe passeggiate fino alla rottura delle acque il pomeriggio alle 15:00 e messa in sala parto solo quando era arrivato il momento della nascita del mio Mattia…ma ecco mentre la sua testolina e li’ pronta ad uscire io mi blocco…mi sentivo sola in quel momento ma poi dopo un po’ mi sono detta c’e la faro ‘!…Dunque secondo me quando arriva il momento non importa dove si e’,qualunche posto va bene!L’importante e mettere fine a quei dolori atroci che poi si trasformano in urla di gioia x la nascita di piccole creature che cambiano la nostra vita!MAMME

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